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Vecchio 01-07-2008, 16.53.31
Carla Polastro
 
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Predefinito [RECE] Uzbekistan, solo testo, seconda parte

Domenica 15 giugno 2008:

Poco dopo le 8 del mattino lasciamo Termez e saliamo verso i Monti Hissar,
continuando a seguire le tracce del passaggio di Alessandro Magno, fino
alle cosiddette “Porte di Ferro”, fortificazioni al confine tra Battriana e
Sogdiana, fatte erigere dal conquistatore macedone (e ancora in uso in
epoca kushana e poi medievale) e che sono ancora quasi completamente da
scavare.

Il luogo è di grandissima suggestione: un “nido d'aquila” di rocce scure e
terra rossa, sullo sfondo smagliante di un cielo azzurrissimo. Non è
affatto difficile lavorare un po' di fantasia e immaginare le fortezze che
secondo diverse fonti si trovavano qui e che furono espugnate dai più agili
e astuti tra i soldati di Alessandro...

Intorno all'ora di pranzo, arriviamo a Shakhrisabz, la “cittÃ* verde” che
diede i natali a Tamerlano. Nel primo pomeriggio visitiamo, nel complesso
funerario del Dorut Tilyavat, quella che avrebbe dovuto essere la sua
tomba, se non fosse improvvisamente morto di polmonite, in pieno inverno, a
Samarcanda. Non prima, però, della “sosta d'obbligo” davanti ai resti del
monumentale portale d'ingresso del suo palazzo d'estate, l'Ak Saray. Come
vuole la tradizione, una giovane coppia di sposi si fa fotografare davanti
alla statua dell'Emir Tamur.

Di lì a poco, visitiamo il Kok Gumbaz (“cupola blu”, 1438), la Moschea del
Venerdì fatta costruire dal nipote di Tamerlano, Ulugbek, con il suo
delizioso cortile pieno di fiori e alberi.

Essendo i passi di montagna chiusi ai pullman, per raggiungere Samarcanda
prendiamo la strada in pianura, che passa da Qarshi e dalla quale si
scorgono le ultime propaggini del Pamir.

Arriviamo a destinazione nel tardo pomeriggio e scendiamo all'Afrasiab
Palace Hotel, proprio di fronte al mausoleo di Tamerlano, il Gur-Emir
(1401), che sarÃ* piacevolissimo visitare subito dopo cena, per poi
riposarsi su una delle panchine del cortile, con le fronde degli alberi
appena smosse da una leggera brezza, deliziosamente fresca dopo la gran
calura del giorno.

Lunedì 16 giugno 2008:

La mattinata è dedicata alla scoperta del sito di Afrasiab, l'antica
Marakanda, capitale della Sogdiana, dove, in un impeto d'ira, Alessandro
uccise il compagno Clito.

Abbiamo trovato di grande interesse il museo annesso alle rovine, che
conserva, tra gli altri reperti, i frammenti di squisiti affreschi
risalenti al VII sec. d.C. e provenienti da una residenza del re Varkhuman.

Subito prima di pranzo, visitiamo ciò che resta dell'osservatorio di
Ulugbek, all'interno di un incantevole giardino pubblico.

Nel pomeriggio, è la volta dei monumenti più significativi della Samarcanda
timuride: dalla magnifica necropoli del Shahi Zindah (XIV-XV sec.), alla
grandiosa ma fatiscente Moschea del Venerdì, Bibi Khanym (fine XIV sec.),
voluta da Tamerlano in onore della consorte cinese, al celeberrimo Registan
(XV-XVII sec.), complesso monumentale dalla straordinaria armonia, è tutto
un trionfo di forme imponenti, di ceramiche dai colori accesi, di
decorazioni sontuose...

Dopo cena, ammiriamo il Registan dall'alto, dal bar al 7° piano del nostro
albergo. Domani ci attende l'escursione in Tagikistan...

Martedì 17 giugno 2008:

Nel giro di un'ora e mezza circa varchiamo la frontiera tra Uzbekistan e
Tagikistan. Nutik, la nostra guida uzbeka, non ha potuto ottenere il visto
e quindi rimarrÃ* a Samarcanda. Appena messo piede in Tagikistan,
incontriamo le nostre due guide locali, che non parlano l'italiano. Il
problema è che – incredibile ma vero – il dr. Rossi non parla inglese...
Vengo prontamente cooptata come “interprete ufficiale” (“once an
interpreter, always an interpreter”, apparentemente:-)), mentre percorriamo
la bella valle dello Zerafshan in direzione di Penjikent, dove visiteremo i
resti dell'antico insediamento sogdiano. Ma a pochi chilometri dal confine,
ci fermiamo per una visita fuori programma al sito preistorico di Sarazm,
fiorentissimo centro commerciale dell'EtÃ* del Bronzo. Fra i ritrovamenti
più importanti, a sottolineare l'importanza economica e politica di Sarazm,
si registra quello di una tomba principesca, dove erano stati sepolti una
ragazza di circa vent'anni (una principessa, appunto) dall'opulento corredo
funebre, e altre due persone più o meno sue coetanee, probabilmente dei
servitori.

Il minuscolo museo conserva bronzi, ceramiche, utensili, armi e gioielli di
notevole raffinatezza, di fattura locale o importati a Sarazm dai quattro
angoli del continente asiatico (mentre venivano esportati oro e argento), a
ulteriore conferma del suo ruolo di primo piano nella rete di scambi
commerciali attiva tra il 4° e il 2° millennio a.C.

Intorno a mezzogiorno raggiungiamo i resti dell'antica Penjikent. Resti che
si trovano in posizione sopraelevata, con i monti Fan e Turkestan a fare da
sfondo, e il grande fiume giù in basso. Anche qui non possono mancare le
tracce di un tempio zoroastriano e quelle di una cittadella, un tempo
collegata al resto dell'abitato da un ponte in legno.

Gli affreschi riportati alla luce in epoca sovietica, così come altri
importanti reperti, sono conservati nei musei di Tashkent e di San
Pietroburgo. Nel piccolissimo museo in situ sono esposte foto a grandezza
naturale di alcuni di questi affreschi e qualche reperto di minor rilievo.

Il Museo Rudaki (intitolato al grande poeta persiano, di cui Penjikent
rivendica i natali), nella parte moderna della cittÃ*, è chiuso per lavori
di ristrutturazione. Dovrebbe riaprire in settembre.

A metÃ* pomeriggio torniamo in Uzbekistan, per una delle visite senz'altro
più interessanti del viaggio, quella al sito di Kafir Kala (Fortezza degli
Infedeli, VI-XII sec. d.C.), nel villaggio di Bogev, nella verdissima Valle
di Gunt, ricca di vigneti, poco a sud di Samarcanda. Il motivo di questo
interesse è presto detto: a Kafir Kala sta scavando un'équipe
dell'UniversitÃ* di Bologna, diretta dal ravennate Simone Mantellini. E'
davvero un'emozione indescrivibile stare ad ascoltare le sue spiegazioni,
percepire la grande passione che nutre per il suo lavoro... Dalle sue
parole, più ancora che da ciò che abbiamo davanti agli occhi, vediamo
emergere i molteplici strati della fortezza, ripercorriamo la sua storia
secolare. Per la prima volta in vita nostra, le mani che ci mostrano alcuni
incantevoli reperti riportati alla luce durante gli scavi più recenti (v.
relative foto) sono proprio quelle che li hanno trovati!

Per saperne di più sugli scavi in corso a Kafir Kala:

[url]http://www3.unibo.it/Archeologia/Uzbekistan/progetto_archeo_sub5.htm[/url]

Mercoledì 18 giugno 2008:

Lasciamo Samarcanda e ci dirigiamo verso ovest, lungo la Valle dello
Zerafshan. Oltrepassata Navoi, in tarda mattinata arriviamo alle remote
Gole del Sarmysh. E' un luogo davvero molto bello, pieno di verde e di ...
incisioni rupestri (ne sono state censite circa tremila, che vanno dal
Neolitico all'Alto Medioevo): grandi bovidi, stambecchi, scene di caccia e
di culto, figurine armate... Quando il caldo si fa insopportabile, mi
rifugio all'ombra di un albero, dove scorre un limpido ruscelletto.

Per pranzo, facciamo un picnic in un boschetto a qualche chilometro dalle
Gole. Squisiti gli spiedini cotti sulla brace! Credo che non dimenticherò
mai, dell'Uzbekistan, il gusto dei pomodori, delle albicocche, delle
ciliege... Una vera delizia!

Intorno alle 17 arriviamo alla cittÃ* santa di Bukhara, dove alloggeremo
all'Hotel Asia, di fronte alla Maghoki-Attar, la più antica moschea
dell'Asia Centrale (XII sec.).

Bukhara di notte resterÃ* sicuramente come il ricordo più prezioso di questo
viaggio: ne sono rimasta a dir poco folgorata! Le sue moschee e madrase
immerse nella luce perlacea della luna piena o flebilmente illuminate da
rari lampioni. o che si rispecchiano nella grande vasca del Lyab-i-Hauz.
L'apparizione improvvisa, fiabesca, davanti ai nostri occhi del
Poi-Kahlian, la dolcezza dell'aria... Gianluca e io camminiamo piano, in
silenzio, mano nella mano, assaporando ogni istante di questo sogno
chiamato Bukhara...

Giovedì 19 giugno 2008:

Le visite del mattino iniziano con un grande capolavoro degli inizi del X
secolo, il mausoleo di Ismail Samani, mirabile edificio scampato
miracolosamente alle devastazioni mongole. Al di lÃ* degli alberi, si
intravvedono uno dei pochi tratti delle mura di epoca shaybanide e una
porta ricostruita, detta Talli-Pach.

Pochi passi ci separano da un altro mausoleo, il Kashma-Ayub (“Fonte di
Giobbe”). Al suo interno è allestita una piccola mostra sull'antica rete
idrica cittadina.

In un paio di minuti, il pullman ci conduce fino all'Ark, la cittadella
regale abitata continuativamente dal V secolo al 1920 (allorché venne
bombardata dall'Armata Rossa). Al suo interno visitiamo il museo
archeologico (troviamo chiuse, però, le sale dove sono conservati i reperti
provenienti da Varakhsha, sito che visiteremo l'indomani), il vasto cortile
dove avevano luogo i ricevimenti e le incoronazioni, e la Moschea del
Venerdì.

Lasciata la cittadella, raggiungiamo a piedi il sublime complesso timuride
Poi-Kahlian, dove svetta il simbolo stesso di Bukhara, ovvero il minareto
fatto erigere nel 1127 dal re karakhanide Arslan Khan, fiancheggiato dalla
moschea Kahlian Jummi (1514) e dalla madrasa Mir-i-Arab, anch'essa
cinquecentesca.

Tornando in albergo, percorriamo i vivaci bazar coperti, nei quali i
tappeti, prevedibilmente, fanno la parte del leone, tra le merci esposte.

Nel pomeriggio ci spostiamo verso est, fino al villaggio di Kasri Orifon,
dove sorge il mausoleo di Bakhautdin Naqshband, haut-lieu del Sufismo e
meta di pellegrinaggi da tutta la regione di Bukhara. Naqshband visse nel
XIV sec., ma il vasto complesso che ospita, nel cortile principale, la sua
semplice tomba, è stato costruito – a varie riprese – tra il XVI e il XX
secolo. Vi sono attualmente in corso lavori di restauro.

Tornati in cittÃ*, percorriamo a piedi il dedalo di viuzze tra Pushkin e Hoja
Nurabad e visitiamo il Char Minar (“Quattro Minareti”). Si tratta del corpo
di guardia di una madrasa del 1807, scomparsa da tempo. I cosiddetti
minareti sono, in realtÃ*, torri decorative.

Risaliamo in pullman, che ci riporta nella zona del nostro albergo, dove
visiteremo la giÃ* citata Maghoki-Attar (“Pozzo dell'Erborista”), che
ospita un piccolo museo del tappeto. In un angolo della moschea (che fino
al XVI secolo veniva utilizzata anche come sinagoga), scavi hanno riportato
alla luce le vestigia di un tempio zoroastriano del V secolo e di un tempio
buddhista ancora più antico.

Intorno al Lyab-i-Hauz e alla sua vasca del 1620, ombreggiata da gelsi che
hanno più o meno la stessa etÃ*, sorgono la madrasa (ex-caravanserraglio) e
la khanaka di Nadir Divanbegi e la madrasa di Kukeldash. Il tutto forma un
insieme molto gradevole, se si tenta di ignorare i più vistosi aspetti
da “trappola per turisti”. Ridateci i vecchietti che giocavano a scacchi,
per favore!

**********
(Continua)

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Vecchio 01-07-2008, 17.29.22
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Predefinito Re: [RECE] Uzbekistan, solo testo, seconda parte

[color=blue]
> Essendo i passi di montagna chiusi ai pullman, per raggiungere Samarcanda
> prendiamo la strada in pianura[/color]

...beh, almeno sta volta, il Rossi non ve l'ha fatta fare a piedi... :-))))
[color=blue]
> proprio di fronte al mausoleo di Tamerlano, il Gur-Emir
> (1401), che sarà piacevolissimo visitare subito dopo cena, per poi
> riposarsi su una delle panchine del cortile, con le fronde degli alberi
> appena smosse da una leggera brezza, deliziosamente fresca dopo la gran
> calura del giorno.[/color]

...bellissima atmosfera.

[color=blue]
> al celeberrimo Registan
> (XV-XVII sec.), complesso monumentale dalla straordinaria armonia, è tutto
> un trionfo di forme imponenti, di ceramiche dai colori accesi, di
> decorazioni sontuose...[/color]

Se penso a Samarcanda penso al Registan. Quasi
come se da solo valesse il viaggio. E davvero cosi ?
[color=blue]
> problema è che - incredibile ma vero - il dr. Rossi non parla inglese...[/color]

....ragazzi, questo è un mito. :-))
[color=blue]
> Bukhara di notte resterà sicuramente come il ricordo più prezioso di
> questo
> viaggio: ne sono rimasta a dir poco folgorata![/color]

Grazie :-)

Corrado







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  #3  
Vecchio 01-07-2008, 17.29.22
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Predefinito Re: [RECE] Uzbekistan, solo testo, seconda parte

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> Essendo i passi di montagna chiusi ai pullman, per raggiungere Samarcanda
> prendiamo la strada in pianura[/color]

...beh, almeno sta volta, il Rossi non ve l'ha fatta fare a piedi... :-))))
[color=blue]
> proprio di fronte al mausoleo di Tamerlano, il Gur-Emir
> (1401), che sarà piacevolissimo visitare subito dopo cena, per poi
> riposarsi su una delle panchine del cortile, con le fronde degli alberi
> appena smosse da una leggera brezza, deliziosamente fresca dopo la gran
> calura del giorno.[/color]

...bellissima atmosfera.

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> al celeberrimo Registan
> (XV-XVII sec.), complesso monumentale dalla straordinaria armonia, è tutto
> un trionfo di forme imponenti, di ceramiche dai colori accesi, di
> decorazioni sontuose...[/color]

Se penso a Samarcanda penso al Registan. Quasi
come se da solo valesse il viaggio. E davvero cosi ?
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> problema è che - incredibile ma vero - il dr. Rossi non parla inglese...[/color]

....ragazzi, questo è un mito. :-))
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> Bukhara di notte resterà sicuramente come il ricordo più prezioso di
> questo
> viaggio: ne sono rimasta a dir poco folgorata![/color]

Grazie :-)

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Vecchio 01-07-2008, 17.29.22
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> Essendo i passi di montagna chiusi ai pullman, per raggiungere Samarcanda
> prendiamo la strada in pianura[/color]

...beh, almeno sta volta, il Rossi non ve l'ha fatta fare a piedi... :-))))
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> proprio di fronte al mausoleo di Tamerlano, il Gur-Emir
> (1401), che sarà piacevolissimo visitare subito dopo cena, per poi
> riposarsi su una delle panchine del cortile, con le fronde degli alberi
> appena smosse da una leggera brezza, deliziosamente fresca dopo la gran
> calura del giorno.[/color]

...bellissima atmosfera.

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> al celeberrimo Registan
> (XV-XVII sec.), complesso monumentale dalla straordinaria armonia, è tutto
> un trionfo di forme imponenti, di ceramiche dai colori accesi, di
> decorazioni sontuose...[/color]

Se penso a Samarcanda penso al Registan. Quasi
come se da solo valesse il viaggio. E davvero cosi ?
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> problema è che - incredibile ma vero - il dr. Rossi non parla inglese...[/color]

....ragazzi, questo è un mito. :-))
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Vecchio 01-07-2008, 17.29.22
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> Essendo i passi di montagna chiusi ai pullman, per raggiungere Samarcanda
> prendiamo la strada in pianura[/color]

...beh, almeno sta volta, il Rossi non ve l'ha fatta fare a piedi... :-))))
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> proprio di fronte al mausoleo di Tamerlano, il Gur-Emir
> (1401), che sarà piacevolissimo visitare subito dopo cena, per poi
> riposarsi su una delle panchine del cortile, con le fronde degli alberi
> appena smosse da una leggera brezza, deliziosamente fresca dopo la gran
> calura del giorno.[/color]

...bellissima atmosfera.

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> al celeberrimo Registan
> (XV-XVII sec.), complesso monumentale dalla straordinaria armonia, è tutto
> un trionfo di forme imponenti, di ceramiche dai colori accesi, di
> decorazioni sontuose...[/color]

Se penso a Samarcanda penso al Registan. Quasi
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> problema è che - incredibile ma vero - il dr. Rossi non parla inglese...[/color]

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Vecchio 01-07-2008, 17.29.22
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> Essendo i passi di montagna chiusi ai pullman, per raggiungere Samarcanda
> prendiamo la strada in pianura[/color]

...beh, almeno sta volta, il Rossi non ve l'ha fatta fare a piedi... :-))))
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> proprio di fronte al mausoleo di Tamerlano, il Gur-Emir
> (1401), che sarà piacevolissimo visitare subito dopo cena, per poi
> riposarsi su una delle panchine del cortile, con le fronde degli alberi
> appena smosse da una leggera brezza, deliziosamente fresca dopo la gran
> calura del giorno.[/color]

...bellissima atmosfera.

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> al celeberrimo Registan
> (XV-XVII sec.), complesso monumentale dalla straordinaria armonia, è tutto
> un trionfo di forme imponenti, di ceramiche dai colori accesi, di
> decorazioni sontuose...[/color]

Se penso a Samarcanda penso al Registan. Quasi
come se da solo valesse il viaggio. E davvero cosi ?
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> problema è che - incredibile ma vero - il dr. Rossi non parla inglese...[/color]

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Vecchio 01-07-2008, 17.29.22
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> Essendo i passi di montagna chiusi ai pullman, per raggiungere Samarcanda
> prendiamo la strada in pianura[/color]

...beh, almeno sta volta, il Rossi non ve l'ha fatta fare a piedi... :-))))
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> proprio di fronte al mausoleo di Tamerlano, il Gur-Emir
> (1401), che sarà piacevolissimo visitare subito dopo cena, per poi
> riposarsi su una delle panchine del cortile, con le fronde degli alberi
> appena smosse da una leggera brezza, deliziosamente fresca dopo la gran
> calura del giorno.[/color]

...bellissima atmosfera.

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> al celeberrimo Registan
> (XV-XVII sec.), complesso monumentale dalla straordinaria armonia, è tutto
> un trionfo di forme imponenti, di ceramiche dai colori accesi, di
> decorazioni sontuose...[/color]

Se penso a Samarcanda penso al Registan. Quasi
come se da solo valesse il viaggio. E davvero cosi ?
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> problema è che - incredibile ma vero - il dr. Rossi non parla inglese...[/color]

....ragazzi, questo è un mito. :-))
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  #8  
Vecchio 01-07-2008, 17.29.22
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> Essendo i passi di montagna chiusi ai pullman, per raggiungere Samarcanda
> prendiamo la strada in pianura[/color]

...beh, almeno sta volta, il Rossi non ve l'ha fatta fare a piedi... :-))))
[color=blue]
> proprio di fronte al mausoleo di Tamerlano, il Gur-Emir
> (1401), che sarà piacevolissimo visitare subito dopo cena, per poi
> riposarsi su una delle panchine del cortile, con le fronde degli alberi
> appena smosse da una leggera brezza, deliziosamente fresca dopo la gran
> calura del giorno.[/color]

...bellissima atmosfera.

[color=blue]
> al celeberrimo Registan
> (XV-XVII sec.), complesso monumentale dalla straordinaria armonia, è tutto
> un trionfo di forme imponenti, di ceramiche dai colori accesi, di
> decorazioni sontuose...[/color]

Se penso a Samarcanda penso al Registan. Quasi
come se da solo valesse il viaggio. E davvero cosi ?
[color=blue]
> problema è che - incredibile ma vero - il dr. Rossi non parla inglese...[/color]

....ragazzi, questo è un mito. :-))
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> questo
> viaggio: ne sono rimasta a dir poco folgorata![/color]

Grazie :-)

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  #9  
Vecchio 01-07-2008, 18.06.09
Carla Polastro
 
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CB wrote:
[color=blue]
> ..beh, almeno sta volta, il Rossi non ve l'ha fatta fare a piedi...[/color]

Della serie "be grateful for small favours", eh?:-)))
[color=blue]
> Se penso a Samarcanda penso al Registan. Quasi
> come se da solo valesse il viaggio. E davvero cosi ?[/color]

E' sicuramente una piazza bellissima, ma la cittÃ* nel suo insieme mi ha un
po' delusa (forse avevo aspettative troppo alte)...
[color=blue]
> Grazie :-)[/color]

Grazie a te e buona serata,

Carla
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Vecchio 01-07-2008, 18.06.09
Carla Polastro
 
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CB wrote:
[color=blue]
> ..beh, almeno sta volta, il Rossi non ve l'ha fatta fare a piedi...[/color]

Della serie "be grateful for small favours", eh?:-)))
[color=blue]
> Se penso a Samarcanda penso al Registan. Quasi
> come se da solo valesse il viaggio. E davvero cosi ?[/color]

E' sicuramente una piazza bellissima, ma la cittÃ* nel suo insieme mi ha un
po' delusa (forse avevo aspettative troppo alte)...
[color=blue]
> Grazie :-)[/color]

Grazie a te e buona serata,

Carla
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